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martedì, 03 giugno 2008

Festa delle scuole: i vincitori 2008

festa delle scuoleLa redazione di TeatroTeatro per la terza volta è chiamata a decretare i vincitori della rassegna che il XIX municipio organizza ormai da 16 anni. In collaborazione con l’associazione Psicanalisi Contro seguiamo la crescita artistica di innumerevoli attori in erba. Doveroso dopo tre anni tentare un bilancio.

Il teatro fa bene. Il teatro unisce, responsabilizza, diverte, libera aiutando l’individuo a mostrare le sue mille sfaccettature. Ma non può essere ahimé una materia scolastica. Ogni volta che l’arte viene percepita come un percorso obbligato, l’allievo non può fare altro che prendere le distanze da essa. Ed è per questo che nonostante la crescita evidente della capacità dei ragazzi di stare su un palcoscenico, la disponibilità con la quale accettano le sue regole, la disciplina grazie alla quale è possibile portare in scena anche tre lavori nella stessa sera, ci sembra che manchi ancora qualcosa per rendere più accattivante questi allestimenti. Ci piacerebbe, come giurati e come spettatori, essere sorpresi da tematiche più vicine ai ragazzi, da soluzioni più originali da loro suggerite, insomma se tutto il mondo è un palcoscenico, sarebbe interessante osservarne uno nuovo, diverso, irriverente, incontenibile, esplosivo, che difficilmente possa essere inserito nei canonici schemi scolastici.
L’ambizione di fare uno spettacolo che può tenere incollati alle poltrone grandi e piccini può muovere ulteriori energie, liberare grandi risorse, permettere ad operatori, insegnanti e allievi di incamminarsi su sentieri impervi, mai battuti, dove abbandonarsi, perdersi, per poi ritrovarsi cambiati alla chiusura del sipario.

Complimentandoci per l’impegno, la dedizione, la pazienza e l’amore che riservate a questa arte che per noi è pane quotidiano, nella speranza di avere, con le nostre recensioni, captato le vostre intenzioni, sottolineato sfumature, criticato particolari per spingervi coraggiosamente all’attacco, passiamo ai premiati di questa sedicesima edizione:


I vincitori di questa sedicesima edizione della festa delle scuole sono:


per la categoria elementari abbiamo due vincitori: il primo è stato scelto per l’allestimento innovativo mentre l’altro sarà premiato per la capacità degli attori di misurarsi con un testo vero e proprio



il Circolo Didattico Alberto Sordi con
La vera storia di Roma

Il ritmo con il quale si susseguono i quadri, l’intervento secco e mai moraleggiante della narrazione, la divertita e consapevole interpretazione dei bambini, che non deborda mai in risate che tradiscono l’emozione, fanno dell’allestimento della scuola Alberto Sordi uno spettacolo a cui abbandonarsi senza il timore di ritrovare, nelle parole dei piccoli, l’incompresa frustrazione dei grandi.

I.C. Giacomo Leopardi / primaria con
I pifferai di Hamelin


Si creano delle scenette tra i vari personaggi, spiritose ed aggraziate, mai eccessive, in cui i ragazzi sembrano entrare in un gioco tra di loro, attentissimi a rispettarne le regole, senza per questo trascurare l’aspetto emotivo, la complicità con i compagni, il divertimento. Nel complesso lo spettacolo è ben costruito, ha una sua dinamica molto chiara e precisa e dei personaggi ben caratterizzati: è un ottimo trampolino per far entrare i ragazzi nel magico mondo del teatro.

per la categoria medie: Scuola media statale Sacchetto con
Appetito d’altri tempi


A guidare il pubblico in questo paradosso temporale, un coro di ragazzi e due frizzanti e promettenti interpreti: una clessidra ed un orologio a pendolo, due attrici giovanissime ma che dimostrano molta confidenza con il palco e nessun timore del pubblico. Il testo vuole dare valore alle abitudini alimentari più sane, in ogni epoca e famiglia. Non è facile, spesso, coniugare messaggi formativi all’intrattenimento ma, grazie anche alle buone idee della regia, lo spettacolo riesce tenendo al tempo stesso alta l’attenzione del pubblico per tutta la sua durata.

per la categoria superiori alla quale hanno partecipato ahimé solo due spettacoli, premiamo quello che, nonostante la semplicità e gli ammiccamenti ad un pubblico più televisivo che teatrale, raccoglie un gradimento maggiore. Il concorrente, seppur con un obiettivo più difficile, confrontandosi con testi classici sicuramente più interessanti, si dilunga per più di due ore perdendo appeal e possibilità di mantenersi accattivante per l’intera durata dello spettacolo.
Premiamo dunque
I.I.S. Via Lombroso, 120 (Cartesio-Luxemburg)
Moza de Mbico


La tematica sociale viene esposta con semplicità ed immediatezza, grazie alla freschezza dell’espressività dei giovani attori, sempre misurati ed attenti.
Molto buono il ritmo dello spettacolo, cha ha piacevolmente intrigato il pubblico in sala.
Buono l’utilizzo del corpo e del movimento in alcune scene ove il parossismo degli attori, in preda ad una partitura espressiva piena di gesti reiterati, rende bene il senso del fenomeno dell’omologazione.
Divertenti ed ironiche alcune individualità, in cui si notano una varietà potenziale di registri e caratteri.

Nel darvi appuntamento al prossimo anno cogliamo l’occasione per spronare tutte le rappresentanze scolastiche a fornire più mezzi, più spazio e più ore al teatro nelle scuole, a portare i ragazzi a vedere i classici e soprattutto gli autori contemporanei.
L’invito per gli operatori e gli insegnanti è di liberarsi sempre di più dalle ipocrisie della società e di affrontare sinceramente il palcoscenico, luogo ideale dove continuare a cercare la verità.



Andrea Monti

Pubblicato su TeatroTeatro.it - vedi articolo

postato da: teatroteatro alle ore 17:26 | link | commenti (2)
categorie: festa delle scuole

Commenti
#1   05 Giugno 2008 - 12:03
 
Mi presento sono Daniela Sbrana un delle educatrici teatrali della scuola A.Sordi di via Taggia, non vorrei risultare irriverente ma non sono d'accordo con il suo pensiero, mi riferisco a quanto detto dal Presidente di Giuria A. Monti. Il Teatro deve entrare nelle scuole come materia didattica, ci battiamo per questo io e i miei colleghi da anni. Il problema non sta nel farla o non farla divenire materia scolastica, l'alunno potrebbe prendere le distanze solo se chi la insegna è o non è in grado di farlo.
E questo vale per tutte le materie scolastiche, purtroppo oggi giorno non ci sono bravi educatori che amano il proprio mestiere, ma solo persone che fanno un mestiere tanto per farlo. L'insegnate qualunque esso sia deve avere una vocazione.
Ringraziandola per l'attenzione, Le invio il mio messaggio "Il Teatro deve diventare materia scolastica".
Cordiali saluti.
utente anonimo

#2   07 Giugno 2008 - 11:43
 
Il teatro non va inteso come proseguimento della didattica ma come un'occasione per sovvertire le logiche della classe in cerca di nuovi equilibri. Se poi diventare materia scolastica vuol dire riconoscerne l'importanza e la capacità didattica non posso che essere d'accordo con te. Dico di più, ritengo fondamentale che gli insegnanti illuminati siano affiancati da operatori specializzati che sappiano trasmettere oltre alla passione per la recitazione anche quelle regole basilari che aiutano i ragazzi a capire in che mondo si stanno muovendo.
Sulla vocazione non è una questione esclusivamente scolastica, vedo tanti spettacoli diretti senza passione, altro sarebbe cominciare a riconoscere i meriti di chi ce l'ha. La nostra giuria questo tenta di fare da tre anni e questo chiede in più agli istituti che partecipano: passione e coraggio.
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