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lunedì, 02 giugno 2008

Moza de Mbico

festa delle scuoleUna storia che è quella di sempre: “efficienza, produzione, sfruttamento, denaro. Molto denaro”. Su queste basi si muovono i ragazzi del laboratorio teatrale dell’istituto Cartesio – Luxenburg che hanno inteso indirizzare la loro attenzione e il loro lavoro verso il fronte sociale, attraverso la vicenda della corruzione, o del tentativo fortunatamente sventato di soggiogare uno qualsiasi dei Moza de Mbico, di cui lo spettatore stesso può sentirsi comodamente cittadino.

I testi, di Scannavino e Donzella, sono molto semplici, e spesso sulle parole prevale la forte simbologia delle movenze dei personaggi e delle scene corporali in genere, curate attraverso la regia dello stesso Scannavino e le coreografie di Rossella Saponaro.

Il percorso del protagonista, dalla pura inconsapevolezza alla riappropriazione cosciente di sé, passando per la schiavitù della dipendenza, dell’asservimento, che sia ad una droga, al denaro o al vacuo senso di potere, è nient’altro che il passaggio che la terra stessa deve attraversare prima di giungere alla consapevolezza della deformazione e alla necessità di un ritorno al ritmo naturale. La morale complessiva è un po’ la classica: solo l’amore, e ovviamente le ossa di pollo, possono liberare il mondo dall’assuefazione alla ignoranza.

Le scene di massa, fondamentali per la resa dello spettacolo, che si incarica chiaramente di cercare un contatto con il pubblico, sono molto esplicative, non a caso la rappresentazione prende il via proprio da una di queste, in cui scuri automi con movenze da video gioco si scambiano cartelline identiche e si trasmettono il”morbo”della produttività con strette di mano contaminanti. Ad ogni scena ne è correlata una strettamente corporale, così quella dei balli campestri, neanche troppo africani, ma esplicativi, o quella con cerchi-catene che attanagliano e irrigidiscono le menti sotto una musica assordante. Molte e tra le più varie sono le simbologie che si nascondono, e neanche tanto, dietro autobus stracolmi o burocrati depressi che i ragazzi hanno interpretato divertiti e abbastanza disinvolti.

Tra gli interpreti si può evidenziare di sicuro qualche individualità, seppure non tanto seguita da poter evitare scene con forte retrogusto imitativo che, dato il potenziale, fanno scappare qualche: “peccato…”. La presa di consapevolezza che porta al finale è assai immediata, forse un po’ “tele filmica”, ma di sicuro impatto sul pubblico, che ha seguito lo spettacolo divertito e partecipe.

(Ofelia Sisca)


Pubblicato su TeatroTeatro.it - vedi scheda
postato da: teatroteatro alle ore 21:12 | link | commenti (8)
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Commenti
#1   02 Giugno 2008 - 23:12
 
che fa davvero schifo...una tematica troppo impegnativo per uno spettacolo di ragazzi ma chi le fa le recensioni ...la sorella del regista???
utente anonimo

#2   03 Giugno 2008 - 13:11
 
A me è piaciuto molto sopratutto il curandero..il testo è semplice ma attuale,molto bravi gli attori..indiscustibile la loro vittoria.
complimenti!
utente anonimo

#3   03 Giugno 2008 - 14:05
 
uno spettacolo perfetto! la trama semplice ma con un bel significato è stata interpretata perfettamente da tutti gli attori!

in particolare il ruolo della "ragazza" del "cattivo" ha interpretato il suo ruolo in maniera quasi realistica!
anche il "colandero" è un ottimo attore!

tutto questo senza togliere niete algi altri attori!


bravi tutti :D
utente anonimo

#4   03 Giugno 2008 - 21:46
 
a chi ha scritto il 1° commento:
che ne sai tu di come il testo è stato vissuto dagli attori?? eri sul palcoscenico per caso? hai studiato e capito il testo per tre mesi quasi?? questo è un testo, anzi, è un insegnamento di vita/ che ci appartiene, che sul palco noi sentiamo come nostro... ma tu che ne puoi capire...
utente anonimo

#5   03 Giugno 2008 - 21:53
 
ancora come risposta all'autore del commento #1:
non ti puoi permettere di inveire contro una persona che fa una recensione, in quanto scrive un suo parere personale. Puoi non condividrlo, con questo sono d'accordo, ma non ti devi permettere di fare osservazioni "cattive" e mandare frecciatine con allusioni varie...
vorrei vedere te nei panni di un critico teatrale... sai che risate che mi farei...
utente anonimo

#6   03 Giugno 2008 - 22:07
 
come prima cosa faccio i miei complimenti agli attori..che si sono mostrati capaci di interpretare un testo forse non troppo verosimile nella loro situazioni di studenti in quanto rappresenta un sistema ch eforse ancora non conoscono a pieno.complimenti davvero! in secondo luogo all'autore del primo commento..cm hanno scritto precedentemente te cosa nei sai del lavoro che c'è dietro e di quello k hanno fatto gli attori per interpretarlo?? quindi dovresti solo che tacere anche perchè dai solo l'idea de uno che rosica!!! in secondo luogo nessuno ti da il diritto d giudicare un critico..vorrei veramente vederci te!!!
utente anonimo

#7   04 Giugno 2008 - 18:42
 
salve a tutti...risponti a tutti con questo commento...avendo visto entrambi ji spettacoli...allora a mio parere i vincitori morali sono quell'altra scuola...credo abbiano perso perche nn rispettassero i tempi prestabiliti...o cmq spettacolo decisamente piu coinvolgente e divertente rispetto alla solita banala storia moralizzante sul capitalismo e l'amore...e poi vorrei dire una cosa secondo me ji attori del cartesio piu che rielaborare e fare proprio i testi li abbiano subiti...ji attori si sono modellati sui testi e nn viceversa...poi son pareri miei...poi vabbe al livello scenico quelli del valzer a due avevano un'impianto piu completo e pittoresco...cmq forza attori...di qualsiasi spettacolo...
utente anonimo

#8   17 Luglio 2008 - 02:07
 
i migliori sono stati il cattivo e il curandeiro!!!!!!
utente anonimo

Commenti