La Redazione di TeatroTeatro risponde

Chi sono

Utente: teatroteatro

Commenti recenti

utente anonimo in Il pacco al chiodo

Archivio

oggi
--- 2008 ---
--- 2007 ---

Partecipano

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
venerdì, 30 maggio 2008

Il gatto e la gabbiana

festa delle scuoleUn gatto di casa fa amicizia con una gabbiana morente e le promette che sarà lui ad occuparsi dell’uovo che questa lascerà al mondo; l’uovo diverrà una nuova piccola gabbianella che riconoscerà, nel gatto, la sua mamma; da questo momento il gatto Zorba e i suoi amici del quartiere faranno di tutto per insegnarle il volo e, con l’aiuto di un umano prescelto, finiranno per indicarle il cielo dove finalmente il giovane uccello prenderà il largo. Tutto questo dietro il lavoro di M. T. Pinotti, Laura Pasquarelli, Cesare Carotenuto che hanno curato l’adattamento scenico dal testo quasi omonimo di Luis Sepulveda ed insieme le musiche originali de Il gatto e la gabbiana.

Il lavoro mi pare garbato: muovono da un testo molto noto e ne costruiscono un allestimento calzante, adatto a un laboratorio di scuola primaria, mantenendo inalterato ed anzi rafforzando l’impianto morale che sottace al testo: la fraternità, la solidarietà, sono valori che questi bambini con il teatro sapranno senza dubbio imparare e ne faranno tesoro. Il testo si avvale inoltre di musiche e canzoni piacevoli, che ne danno una discreta impressione d’insieme.

Tuttavia la resa finale risulta un po’ scarica, raramente si riesce a creare complicità. Quella magia che coinvolga il pubblico “dentro” lo spettacolo, ridotto un po’ ai margini di ciò che resta una recita scolastica. Dunque il giudizio è di una pièce un po’ approssimativa, sempre in bilico fra una battuta e il silenzio – troppo lungo – che attende la successiva. Forse, e ne sono convinto, con un po’ di lavoro in più, un rodaggio più lungo e duraturo, questo testo sarà pronto per affrontare il palcoscenico.

Infine buono l’uso della scenografia che mi pare credibile, fresca e molto colorata, realizzata con quinte di cartone su cui la mano dei ragazzi si vede; buoni anche i costumi, adatti all’atmosfera che si vuole creare; buono inoltre l’affiatamento generale: i bambini non si prevaricano, sanno concedersi la battuta, si riprendono quando hanno sbagliato e hanno già capito che, in ogni modo, lo spettacolo deve andare avanti.

(Simone Nebbia)

Pubblicato su TeatroTeatro.it - vedi scheda

postato da: teatroteatro alle ore 08:52 | link | commenti
categorie: festa delle scuole

Commenti