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mercoledì, 28 maggio 2008

Il piccolo principe

festa delle scuoleAntoine de Saint-Exupéry non lo scrive mai all’interno del suo libro, ma è chiaro che il Piccolo principe di cui parla è un bambino. Non è un caso che spesso si attribuiscano allo sguardo dei più piccoli le migliori osservazioni della realtà. Scevri da pregiudizi, sovrastrutture mentali e sociali, spesso i giudizi dei bambini sono quelli più ancorati alla realtà delle cose, emettitori di osservazioni che riescono a dare il giusto peso ad avvenimenti e situazioni della vita reale.

L’aver portato in scena un adattamento di questo che è uno dei libri più apprezzati dagli adulti, proprio perché attraverso un linguaggio semplice e metafore dirette, riesce a ben inquadrare il vero senso della vita, è senza dubbio un bel punto di partenza per una seconda elementare. Chi meglio dei suoi giovanissimi studenti può rappresentare i mondi fantastici narrati dal piccolo principe tenendo stretto il loro legame con la realtà? Obbligati a dare un piccolo ruolo a tutti i partecipanti, spesso gli insegnanti che si trovano a dover organizzare una rappresentazione teatrale, decidono per l’interpretazione di più bambini per lo stesso personaggio (quando questo ha un gran numero di battute). In questo caso la scelta assume però anche altri significati. Tutti i bambini sono piccoli principi, non è il mantello che li caratterizza, ma la loro giovane età, l’incapacità (si spera) di cominciare ad appiattire i propri pensieri su quelli spesso di plastica che emergono dalla società contemporanea.

Seppur con qualche difetto di organizzazione e penalizzato dal basso tono di voce con cui tutti i piccoli attori recitano le proprie battute (che rende difficile la comprensione a spettatori seduti oltre la quarta fila), lo spettacolo portato in scena dalla seconda elementare del 297° Circolo Didattico di Via Assarotti, trasuda entusiasmo e ben veicola un messaggio che dovrebbe esser proprio ad ogni tipo di spettatore. Sperando che quel “Ma i grandi non capiranno mai che questo abbia tanta importanza”, con cui finisce l’opera di Saint-Exupéry, non continui a cogliere troppo nel segno.

(Andrea Gerolamo D'Addio)


Pubblicato su TeatroTeatro.it - vedi scheda
postato da: teatroteatro alle ore 09:25 | link | commenti (5)
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Commenti
#1   28 Maggio 2008 - 12:18
 
SECONDO ME SONO STATI TUTTI BRAVISSIMI ....E' STATO EMOZIONANTE
utente anonimo

#2   28 Maggio 2008 - 13:01
 
eSULA DALLA NORMALE RAPPRESENTAZIONE TEATRALE , SA INFONDERE UNO STRAORDINARIO SPIRITO DI SEMPLICITà ASALTATO DALLA RECITAZIONE ,SENZA TROPPI TRUCCHI , DI TUTTI I BAMBINI CHE CON IL LORO ENTUSIASMO HANNO SAPUTO FAR TESORO DEGLI INSEGNAMENTI DATI DALLO STAFF . IN SINTESI DIVERTENTE ED EMOZIONANTE
utente anonimo

#3   28 Maggio 2008 - 13:20
 
"Il sogno è il teatro dove il sognatore è allo stesso tempo sia la scena, l'attore, il suggeritore, il direttore di scena, il manager, l'autore, il pubblico e il critico."....e noi ieri sera siamo stati tutti sognatori, rapiti da 500.000.000 e rotti di stelle, da 25 meravigliosi attori e da una regista spettacolare. Ci avete dato emozioni e questo basta...al di là di problemi tecnici.....e voci afone, forse abbiamo anche capito " quanto questo abbia importanza".
utente anonimo

#4   28 Maggio 2008 - 13:40
 
Se è vero che il "piccolo principe" è un capolavoro perchè è così semplice da essere profondamente complicato per le sue tematiche, è vero che lo spettacolo di ieri sera è la summa di ciò. La semplicità dei gesti, dei balli dei vestiti e della voce di quei meravigliosi bambini, ci hanno trasmesso un vulcano di sensazioni, un cresciendo di emozioni che tutti noi non avremmo mai pensato di viveri li in quel piccolo teatro di periferia. Grazie!
utente anonimo

#5   12 Giugno 2008 - 15:48
 
Tutti i bambini hanno regalato a noi genitori un momento veramente magico, facendoci sognare di essere "piccoli principi", "aviatori", "pecore piccoline" ecc. ecc.
BRAVI
utente anonimo

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